giovedì 12 dicembre 2013

L'unione europea e le regioni IV il referendum d'Alsazia


L'unione europea e le regioni IV

 Il referendum d'Alsazia

Alsazia di oggi
Francia con provincie cambiate tappa 1
Ci eravamo fermati nel secondo articolo sulle regioni questa carte della Francia perché è una carte speciale che merita che ci  fermiamo un po a lungo.
Si vede su questa carta una altra cosa che è successo in Francia quest'anno e che mi permetta di raccontare come l'ha vissuto l'UPR, perché era al fronte. Hanno disegnato, al nord-est, la regione Alsazia in uno blocco, mentre ci sono due provincie (departement). Anche questo è uno anticipo della tapa uno come una premonizione auto rivelatrice. Lo scopo è di preparare in una seconda tappa una euroregione con l'Alsazia e il Baden wurtenberg del lato tedesco a vivere autonomamente nell'UE ! E arrivare ad una terza tappa in una macro regione che trascorre Francia, Belgio e Germania (carta qui sotto) e quindi dove non esistono più gli Stati. Cancellare le provincie fa parte integrale del piano di federazione europea ! Non è a caso che i spazzi di cooperazione GECT tra regioni coprono i confini statali come questa tra Francia e Italia che possiede il suo ufficio a Bruxelles. Altre link rispetto alle macro-regioni: qui, qui, qui, o qui.

Euroregione del reno 
superiore Tappa due
Progetto di macro-regione, tappa 
 finale per distruggere gli Stati
Allora alla primavera, il 7 aprile 2013, ci fu un referendum in Alsazia chiedendo al popolo se voleva cancellare le provincie per fare solo una regione. Ovviamente parlavano di economie nella spesa, di facilità nella gestione, di più democrazia, di più competitività, e di modernità. Sapevano tutti che era falso. Sondaggi un mese prima del voto davano 75 % di SI. Abbiamo partecipato ai dibattiti e davanti la folla c'era dibattito ma dietro, tutti sapevano che non ci sarebbe meno spesa, ne più democrazia. L'apparato politico aveva deciso che sarebbe cosi allora vendevano questa scelta. Difendevano cosi il loro posto. Ecco come funziona la politica anche a basso livello, tranne per 2 o 3 che non seguirono la linea dei partiti. Aggiungiamo che in Francia non si può cancellare le provincie per rimanere solo una regione senza fare un referendum altrimenti l'avrebbero fatto, pero per avere più chance hanno provato ad abbassare la soglia del referendum che è di 25 % di approbazione minimo senza riuscirci.

La campagna

Veddiamo l'aspetto storico del referendum, ci fu un primo voto dei consigli regionali e provinciali il 24 novembre 2012: su 122 voci TUTTI votarono SI e solo 9 astensione e 5 NO. TUTTI i partiti votarono al 100 % per il SI tranne qualche socialisti dissidenti. Significa che anche gli eletti Front National (4 in questa regione) hanno votato SI.
Ed è logico quando si sa che, in Alsazia ci sono movimenti indipendentisti e questi movimenti non rappresentati al livello nazionale, votano FN. Al livello locale, organizzano insieme la vita dei loro partiti e visto che cancellare le provincie rende il lavoro più facile agli indipendentisti, il FN vivendo naturalmente in questa mentalità ha votato al 100 % per questa fusione !

La sorpresa 

 Visuale di cosa doveva servire la fusione delle provincie
"Alsace d'abord" essendo separatisti  locali
Ma c'era ancora una campagna da fare per il referendum, tutto era pronto per far finta di democrazia. La difesa del NO era lasciata al front de gauche e quasi tutti gli altri facevano campagna per il SI. Ma è arrivato una cosa che l'apparato politico non si aspettava. Sono venuti di tutta la Francia riuniti in un collettivo chiamato "Amo l'Alsazia, voto  no" attivisti dell'UPR, dello Mpep, dei FFI 2.0 e qualche locali di DLR. L'ufficializzazione e la chiamata per il collettivo si fece il 7 marzo. In pochi giorni erano già aspettati 60 persone per dare una mano alla campagna e ancora di più ad aiutare finanziariamente. La campagna doveva durare del 25 marzo al 6 aprile. Erano già previsti molti tavoli di informazione in molte grande città della regione tra quale Strasbourg, Selestat, Colmar, o Mulhouse ed ogni giorni distribuzione di volantini e serate nei bar dove in Alsazia si passa molto della vita sociale. Colando manifesti ovunque e spiegando alla gente una tutta altra storia che quella delle economie di spesa. Anzi smontando anche la tesi di economia che era una bugia; unico punto di attacco del front de gauche. Le spiegazioni e i manifesti e volantini furono fatti velocemente. Il 8 marzo avevamo già l'immagine spiegando la strategia che si nascondeva dietro il referendum che nessuno aveva denunciato. Il 12 le spiegazione da dare come in questi volantini:
sbugiarda il più economico
Sbugiarda il più semplice, più democratico

Abbiamo iniziato a far campagna tramite internet per far capire alla gente che si voleva dividere l'Alsazia dalla Francia, nient'altro che rompere il patto repubblicano della Francia una e indivisibile. 
Ed ecco che arriva la paura ! 



La reazione

Esistono veri patrioti in Francia, allora Marine Le Pen, che finora non aveva dato una parola sul referendum, e che sapeva bene come avevano votati gli eletti del Front National nella regione, a questo punto non si poteva più nascondersi e farsi prendere il sentimento patriottico da altri (notiamo che quando gli altri erano il Front de Gauche; non la disturbava più di tanto). Allora arriva la Le Pen da Parigi con nuovi ordini per i suoi eletti. “Vuoi dovette far campagna per il no !!” 
Sorpresi ma obbedienti allora questi eletti che avevano tutti votato per il SI con buon pensiero dei loro amici separatisti di Alsace d'abord  e di Unser land che sono oppressi da Parigi e che vogliono l'alternativa europea. Ritrovandosi schiena al muro dalla creazione di questo collettivo in Alsazia, il 11 marzo Marine Le Pen fecce questa conferenze stampa riprendendo tutti gli argomenti del collettivo. E nessuno non ha trovato niente di incoerente nel capovolgere degli eletti FN ma sicuramente alle prossime elezione qualcosa cambierà, perché gli elettori non hanno dimenticato
 
2 interviste lepen e un  barman par pripropru

Vediamo nella prima parte di questo video la schizofrenia dello FN sul soggetto del referendum tra la versione della Le Pen e quella del suo capo di fila nella regione che ovviamente è per il consiglio unico ma pretende che il progetto è fatto male e dunque deve votare no.
Poi segue l'intervista di un barman che dice il suo sentimento sull'organizzazione del referendum e cosa pensa di come votare. Interessante la sua ultima frase rappresentativa dello sentimento di molti Francesi. Che si può riesumare spesso cosi: meglio non votare che votare come il Front National.


Poi si è anche trovato verso la fine della campagne manifesti dello Front de Gauche che assomigliavano "stranamente" ai nostri, pero per loro il tricolore non è ancora di moda e la Francia tagliata si ritrova verde in un mare rosso; gli separatisti scrissero come al solito "Parigi ci ruba" e il FN fecce un manifesto tutto in sfumature con due annelli che neanche si vedono camminando nelle strade, anche il banchiere nascosto ed è anche difficile a sapere che è il FN che ha fatto il manifesto senza avvicinarsi.

manifesto FN
Front de Gauche PRIMA
Front de Gauche DOPO
 Alsace d'abord
 Parigi ci ruba
Cosi finisce questa storia di referendum, con la sconfitta della volontà di fusione, con cifre a favore del No in una provincia, e del Si nell'altra, ma sempre sotto il soglio minimo. La gente non è andata a votare. Ma la gente non voleva votare come lo chiedevano gli estremi e non voleva seguire i partiti centristi, si è visto allora una astensione di 65 %.

Oltre il referendum

Ma per continuare con il FN e le sue reazioni quando ha la schiena al muro per far vedersi patriota, nello stesso periodo ci fu il progetto di legge detto Fioraso, una proposta di legge per dare alle università la possibilità di scegliere in quale lingua fare i corsi, proposta che tutti i linguisti qualificarono di stupidaggine, ma la Fioraso, come buona europeista, secondo lei tutti devono parlare inglese, punto e basta. L'UPR fecce una petizione il 4 marzo 2013 e scrisse parecchie lettere al governo ma anche ai presidenti di paesi francofoni, notevolmente di paesi africani, che si fecero un piacere di rispondere sostenendo la causa della lingua francese, il governo francese lui no. Dopo più di due mesi, il FN fecce una petizione contro la legge Fioraso, il 17 maggio, cosi non si può dire che non ha fatto niente, poi nei discorsi non si è sentito parlare di questa legge allora che è il partito il più invitato e il più promosso nei media, ma la petizione l'avevano fatta. Poi il 28 maggio l'assemblea nazionale votò la legge. Quindi contro una legge che si sapeva da mesi cosa farebbe e quali danni per la lingua francese, il FN 10 giorni prima del voto ha fatto un comunicato e una petizione contro questa legge, e basta. Era veramente cosi che avrebbe fatto qualcuno che voleva seriamente che si votasse no ?  Ecco cos'è il FN ! Se veramente pensava alla Repubblica sarebbe, se non il primo almeno il più presto possibile a denunciare tutti gli attacchi alla Repubblica e a fare il più rumore possibile e non solo su i temi che gli porta il popolo ma anche su i temi nascosti al popolo..

Dopo il referendum

Arriviamo a luglio: "Se il popolo vota male, occorre cambiare il popolo"
Hanno preso tanto male la loro sconfitta al referendum che uno deputato ha proposto un ammendamento per cambiare la legge e poter farlo senza chiedere al popolo. Questa affare non è ancora finita, si tratta dell'ammendamento Gaymard ancora in discussione, adesso alla seconda lettura all'assemblea nazionale.
L'UPR non reagisce considerando che c'è una irricevibilità costituzionale... il FN con la sua voce nazionale, che si sente dappertutto che passa in tutti i media ogni giorni, dopo aver fatto la campagna finale in Alsazia per il no, cosa ha fatto ? NEMMENO UNA PAROLA !
Ecco cosa è il FN, ed ecco cosa significa essere populista oggi. Oggi essere populista significa parlare solo di quello che la gente pensa nel modo che la pensa, non significa fare informazione, perché il resto della Francia non sapeva niente del referendum in Alsazia, allora non servirebbe a parlare dell'ammendamento a scopo elettoralistico.

Ci sarà ancora molto da dire nei prossimi articoli sulla politica europea delle regioni, su quello che fa nascere, sui centinai di progetti che crescano per far darsi un occhio approvatore dall'unione europea che non è  contraria in niente rispetto a quello che può incitare i popoli a negare l'autorità statale come in questo momento succede in Ucraina.


Gigi Houille




Peggio del rumore degli stivali...
    ...il silenzio delle pantofole !
                                                       
Max Frisch